Parco rurale "Masseria Torre dello Zuvino"


Il fondo Zuino, si evolve nei secoli, subendo tutti gli avvenimenti storici, economici e sociali che
si sono susseguiti, nonché gli eventi naturali. Dalla costruzione della torre, come fortilizio, all’aggiunta di strutture e tettoie per la sosta della transumanza, alla trasformazione in una modesta masseria che diventerà, quella che oggi è definita, un’azienda agricola.La macchina del trappeto nell'invaso della turbina idraulica

La parte più antica, è sicuramente, la torre intorno alla quale si aggiunsero dei cortili, utilizzati
per la sosta delle greggi in transumanza, la disposizione planimetrica di tali “jazzi” condizionerà la forma planivolumetrica futura; Infatti, forse nel XVIII sec. il fortilizio si trasformerà in masseria e lungo tutto il perimetro, sovrapponendosi all’esistente, sorgeranno granai, alloggi per garzoni e dipendenti, forni, mulini, stalle, locali per la molitura delle olive e dell’uva. Tutto ciò era sicuramente possibile in quanto l’agglomerato si trovava in una posizione molto favorevole sia per le vie di comunicazione che per la vicinanza alla fiumara Assi, quest’ultima, uno dei corsi d’acqua più importanti della zona. In seguito furono aggiunti altri manufatti abitativi, legati alla necessità del “padrone” di trasferirsi in campagna periodicamente.La casa padronale della masseria


I vasti uliveti, presenti nell’area, hanno portato alla costruzione del grande frantoio, dapprima
azionato dalla forza dell’acqua, e poi, nel 1924, dalla turbina idraulica. L’alluvione del 1951, mise in
ginocchio l’economia del luogo, e lo Zuino subì danni alle colture e alle strutture idrauliche che non furono mai più ricostruite, anche perché non più necessarie in quanto la loro funzione è assolta dalla corrente elettrica.Le strutture idrauliche del trappeto
Nel 1970 le macine del frantoio sono state trasferite nel giardino di casa degli ex proprietari, mentre tutto il resto della “macchina” è stato venduto ai rigattieri. Di recente è stato recuperato, negli archivi storici della ditta Veraci di Firenze, il progetto originario del frantoio dello Zuino, dal quale si evincono le trasformazioni subite dal complesso, e tutti i macchinari che vi erano presenti.

Le querce e il laghetto